L’Accordo Ha’avara

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L’ACCORDO HA’AVARA

Nel 1933 ogni ebreo-tedesco  poteva emigrare in Palestina e depositare il suo denaro in un conto speciale nella Germania del III Reich.

Rudi Barnet (uno studioso belga di origine israelitica) ha scritto un interessante articolo sul sionismo in generale, che “revisiona” ulteriormente la questione della volgata sterminazionista sulla shoah, mettendo in luce alcune sue contraddizioni riguardo all’emigrazione ebraica dalla Germania nazionalsocialista in Palestina ed il piano di sterminio fisico totale degli ebrei pianificato dal III Reich.

Mi soffermo su questo tema specifico e lo porgo all’attenzione dei lettori in questo breve articolo aggiungendovi alcune riflessioni personali.Chi volesse leggere l’articolo per intero può consultarlo sul sito http://www.michelcollon.info/Memento-1-Le-genocide-n-est-pas.html?lang=fr

Nel 1933, con l’“Accordo Ha’avara” tra l’Agenzia Ebraica e le autorità tedesche, circa 40/60 mila ebrei tedeschi hanno potuto emigrare in Palestina ed hanno investito grosso modo 14 milioni di sterline dell’epoca in banche germaniche! Questo accordo fra l’Agenzia Ebraica ed il III Reich è durato fino al 1942, vale a dire 9 anni dopo l’ascesa di Hitler al potere, 7 anni dopo le Leggi razziali di Norimberga e 3 anni dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale.

Barnet scrive: «Come non accorgersi della perversità dei dirigenti israeliani e dei sionisti fanatici, che mantengono una gran confusione sulla shoah e la utilizzano costantemente per giustificare le loro atrocità contro il popolo dei Palestinesi? […]. Ora sappiamo che lo Stato di Israele è il risultato di una colonizzazione violenta, che ha avuto il suo inizio ben prima della guerra del 1940-1945 e che ha molto poco a che fare con la terribile “soluzione finale” nazista!».

«La complicità con il regime nazista – prosegue Barnet – ha visto il suo inizio dopo l’avvento al potere del Führer nel 1933 con l’“Accordo Ha’avara” tra l’Agenzia Ebraica e le autorità tedesche per l’esportazione di capitali, di prodotti manufatturieri e per il trasferimento di emigranti. Si stima che da 40.000 a 60.000 ebrei tedeschi abbiano potuto beneficiare di questo accordo e che le transazioni abbiano investito sull’intorno di 14.000.000 di sterline dell’epoca! Questo accordo fra l’Agenzia Ebraica e il regime nazista è perdurato fino al 1942! […]. L’Accordo Haavara, fu stipulato nell’agosto del 1933 in seguito ai colloqui fra funzionari tedeschi e Chaim Arlosoroff, segretario politico dell’Agenzia ebraica, il centro palestinese dell’Organizzazione Mondiale Sionista.

Attraverso questa insolita intesa ogni ebreo destinato alla Palestina depositava del denaro in un conto speciale in Germania. Questi soldi venivano utilizzati per acquistare attrezzi agricoli, materiali da costruzione, pompe, fertilizzanti e così via, prodotti in Germania, esportati in Palestina e venduti dalla compagnia ebraica Haavara di Tel Aviv. Il ricavato delle vendite veniva dato all’emigrante ebreo al suo arrivo in Palestina per l’ammontare corrispondente al deposito effettuato in Germania.   Le merci tedesche entravano in Palestina per mezzo dell’Haavara, che, poco tempo dopo, raggiunse un accordo di scambio col quale le arance prodotte in Palestina venivano barattate con legname da costruzione, automobili, macchinario agricolo  ed altri prodotti tedeschi. L’accordo in tal modo serviva lo scopo sionista di portare coloni ebrei e capitale per lo sviluppo della Palestina, e contemporaneamente l’obiettivo tedesco di liberare il Paese da una minoranza straniera indesiderata».

Come si vede con l’accordo di Haavara (1933-1942) tra l’Organizzazione Mondiale Sionista e il III Reich germanico:

1°) ogni ebreo che poteva emigrare dalla Germania in Palestina doveva depositare una certa somma di denaro nelle banche tedesche.

2°) L’Organizzazione Mondiale Sionista, mediante questo capitale depositato dagli ebrei tedeschi nelle banche germaniche, acquistava delle macchine agricole tedesche e le inviava in Palestina a favore delle organizzazioni sioniste in Terra Santa ed in vista dell’edificazione di un eventuale futuro Stato di Israele.

3°) Poi la Compagnia Haavara di Tel Aviv vendeva queste macchine ai sionisti residenti in Palestina. Quindi il ricavato andava in parte (tanto quanto era stato depositato in Germania) agli ebrei emigrati in Palestina ed il rimanente alle Organizzazioni sioniste.

4°) Per cui ci guadagnavano economicamente l’Organizzazione Mondiale Sionista e la Compagnia Haavara di Tel Aviv; mentre la Germania hitleriana sino al 1942 riusciva ad espellere dal suo suolo gli ebrei in maniera non così disumana come ci viene raccontato dalla volgata sterminazionista, la quale sembra non essere totalmente credibile anche grazie a queste precisazioni, che per di più vengono da una parte non sospetta di antisemitismo e filo-neonazismo.

d. Curzio Nitoglia

24/9/2013

http://doncurzionitoglia.net/2013/09/25/laccordo-haavara/

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