Il Motu Proprio di S. Pio X “Fin dalla Prima” (18/12/1903) ~ Sulla Azione Politica Cristiana

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San Pio X, pochi mesi dopo la sua elezione al sommo Pontificato, di fronte all’avanzare in Italia del modernismo sociale di don Romolo Murri chiamato anche “democrazia cristiana”, mette in guardia i fedeli e i Pastori nei confronti degli errori modernisti nel campo sociale e politico con il motu proprio Fin dalla prima del 18 dicembre 1903.

La Democrazia Cristiana ritiene la rivoluzione francese un fenomeno divino e positivo ed insegna che ogni forma di governo non democratica sia inaccettabile ed anticristiana. Don Romolo Murri, fondatore della ‘Lega democratica nazionale’, fu condannato assieme alla sua ‘Lega’, e scomunicato come modernista il 28 luglio 1906.

Romolo Murri era già un punto di riferimento della corrente democratico-cristiana all’interno dell’Opera dei Congressi e dei Comitati Cattolici durante il pontificato di Leone XIII. Con il pontificato di San Pio X Romolo Murri entrò in contrasto con papa Sarto, soprattutto in seguito allo scioglimento dell’Opera dei Congressi voluto dal san Pio X nel 1903. Allora il sacerdote marchigiano fondò la ‘Lega Democratica Nazionale’, movimento politico autonomo dalla Gerarchia ecclesiastica, giungendo poi a solidarizzare pubblicamente con le idee moderniste, che erano state condannate dall’enciclica Pascendi dell’8 settembre 1907 e con la Lettera Apostolica agli arcivescovi e ai vescovi francesi Notre charge apostolique del 1910. Murri fu sospeso a divinis nel 1907 e quindi scomunicato nel 1909; si sposò civilmente in Campidoglio nel 1912, ma ritornò alla comunione con la Chiesa cattolica poco prima della morte, avvenuta il 12 marzo 1944.

Il modernismo di don Romolo Murri, che si manifesterà pubblicamente soltanto dopo la scomunica, aveva avuto origine dal tentativo di unire l’insegnamento cattolico, ricevuto soprattutto dal cardinale Louis Billot, con quello dello studioso marxista Antonio Labriola; si trattava, secondo il progetto di don Romolo Murri, di combinare la filosofia scolastica con il materialismo storico. Egli andava ben oltre il modernismo classico che sposava cattolicesimo e kantismo, manifestando un atteggiamento di profonda simpatia verso il concetto di democrazia mutuato dai princìpi liberali della Rivoluzione francese e, infine, insofferenza verso le posizioni della Gerarchia, che lo avrebbe portato alla ribellione.

Il 3 settembre 1900 don Murri fondò a Roma la ‘Democrazia Cristiana Italiana’; fra i co-fondatori vi era don Luigi Sturzo.

I due sacerdoti si erano conosciuti a Roma alla fine dell’Ottocento e ne era nato un rapporto di stima e di amicizia che durerà fino al 1906.

Nel motu proprio Fin dalla prima del 18 dicembre 1903 papa Sarto si rifà alla dottrina sociale di Leone XIII (cita esplicitamente le Encicliche Quod apostolici muneris, 28 dicembre 1878; Rerum novarum, 15 maggio 1891; Graves de communi re, 18 gennaio 1901) ed estrae da essa i princìpi fondamentali cui deve ispirarsi l’azione politica e sociale dei cristiani.

San Pio X raccoglie e sintetizza l’ampio magistero sociale di papa Pecci in una sorta di Sillabo sociale di 19 punti, che sarà utile studiare e approfondire (in varie puntate) per capire qual è la concezione naturale e cristiana della politica.

I – Ineguaglianze sociali ineliminabili

Il primo punto (riassunto dall’Enciclica Quod apostolici muneris, 28 dicembre 1878) insegna: “la Società umana, quale Dio l’ha stabilita, è composta di elementi ineguali, come ineguali sono i membri del corpo umano: renderli tutti eguali è impossibile, e ne verrebbe la distruzione della medesima Società” (Tutte le Encicliche e i principali Documenti pontifici emanati dal 1740, a cura di U. Bellocchi, vol. VII, Pio X, 1903-1914, Città del Vaticano, LEV, 1999, p. 62).

Quindi l’uomo è un animale socievole per natura, ossia Dio lo ha creato e gli ha dato una natura che lo porta a vivere assieme ad altri prima nella società imperfetta di ordine naturale, che è la famiglia, e poi in quella perfetta, che è lo Stato o Società civile.
La Società civile o Stato, come la famiglia, è una creatura di Dio in quanto gli uomini che la compongono sono per natura socievoli, ossia ordinati alla Società politica e non alla vita solitaria.

Inoltre la Società è composta da parti ineguali come il corpo umano. Ossia vi è chi comanda e chi ubbidisce, chi insegna e chi impara, chi lavora materialmente e chi intellettualmente. Questa verità è stata conosciuta sia dai pagani con il solo lume della ragione naturale sia dai cristiani tramite la Rivelazione.

Infatti il pagano Tito Livio insegna: “Una volta le membra dell’uomo, constatando che lo stomaco se ne stava ozioso, ruppero gli accordi con lui e cospirarono dicendo che le mani non avrebbero portato cibo alla bocca, né che la bocca lo accettasse, né che i denti lo masticassero a dovere. Ma mentre cercavano di domare lo stomaco, s’indebolirono anche loro stesse, e il corpo intero deperì. Di qui si vede come il compito dello stomaco non è quello di un pigro, ma che esso distribuisce il cibo a tutti gli altri organi. Fu così che le varie membra del corpo tornarono in amicizia tra loro e con lo stomaco. Così Senato e Popolo, come se fossero un unico corpo, deperiscono con la discordia, mentre con la concordia restano in buona salute” (Ab Urbe condita, II, 32).

Inoltre San Paolo rivela divinamente: «Molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Né l’occhio può dire alla mano: “Non ho bisogno di te”; né la testa ai piedi […]. Anzi quelle membra che sembrano più umili sono le più necessarie. […]. Dio ha composto il corpo affinché non vi fosse disunione in esso, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tute le membra soffrono insieme; e se un membro sta bene, tutte le altre gioiscono con lui» (1 Cor., XII, 4-20).

Ineguaglianza, secondo il magistero della Chiesa e la retta ragione, vuol significare 1°) che non si devono disprezzare i semplici o i subordinati. Infatti anche il cervello non è autosufficiente ed anzi ha bisogno degli occhi, delle mani e dei piedi; 2°) che non bisogna arrivare al livellamento egualitarista social/comunista, il quale vorrebbe rendere tutti i membri eguali. Infatti se nella sola mano tutte le dita fossero eguali la mano sarebbe mostruosa e se addirittura nel corpo tutti i membri fossero identici sarebbe la morte di esso.

II – Uguaglianza sostanziale degli uomini

Nel secondo punto San Pio X insegna che “L’eguaglianza dei membri sociali consiste solo in ciò: che tutti gli uomini sono creati da Dio; tutti redenti da Cristo e che tutti saranno giudicati, premiati o castigati, in base ai loro meriti o demeriti” (cit., p. 62).

Come si vede l’eguaglianza sostanziale degli uomini, di cui parlano il cristianesimo e la sana ragione, è totalmente diversa dall’egualitarismo anarco/socialista e democraticista. Infatti gli uomini sono eguali quanto al fatto di essere tutti creati da Dio e di dover un giorno tutti rispondere al suo giudizio, ma ciò non toglie che tra di loro vi siano delle diversità accidentali che si aggiungono alla sostanza della natura umana e la perfezionano o la deteriorano. Chi è buono e chi è malvagio, chi risponde al piano di Dio e chi lo rifiuta, chi sarà premiato e chi castigato. Tutto ciò è ineliminabile, come le altre diversità accidentali: chi è basso e chi alto, chi intelligente e chi no, chi è dottore e chi è contadino. Purtroppo l’utopia rivoluzionaria ha cercato, nel corso dei secoli, di eliminare tali diversità ed ha reso la condizione umana ancor più infelice.

Questo secondo punto precisa il primo e lascia capire che, se tutti gli uomini sono creature di Dio quanto alla loro natura o sostanza, ciò non impedisce che tra di loro vi siano diversità accidentali sia nell’ordine naturale e sociale che in quello soprannaturale e poi in quello eterno.

III – La gerarchia sociale

Il terzo punto è la conclusione dei primi due, anch’esso è ripreso dalla Enciclica Quod apostolici muneris e insegna che “Nella Società umana, secondo il piano di Dio, vi debbono essere governanti e sudditi, padroni e operai, ricchi e poveri, dotti e ignoranti, i quali uniti dal vincolo della Carità si aiutino a vicenda a conseguire il loro fine ultimo soprannaturale: il Cielo e quello temporale sulla terra: il benessere materiale comune” (cit., p. 62).

La gerarchia politica (governanti e sudditi), sociale (padroni e operai) ed economica (ricchi e poveri) è nella natura delle cose. Poiché in una Società politica vi deve essere una Autorità altrimenti la Società crolla, ci vuole chi governa e chi obbedisce. Nel mondo del lavoro vi sono i padroni, che significa “grandi padri”, ossia padri di molti uomini cui danno lavoro e dai quali sono non solo serviti ma dal lavoro dei quali traggono la ricchezza. Il termine “padrone” in sé non ha nulla di umiliante o dispregiativo nei confronti degli operai. La conseguenza economica è la maggiore o minore ricchezza, la quale non è un’ingiustizia in sé. La ricchezza è un mezzo di cui ci si può servire per fare il bene (dar altro lavoro investendo in nuove attività, far l’elemosina…) oppure può diventare un male se si fa di essa il fine (voler arricchirsi utilizzando tutti i mezzi anche illeciti e immorali), ma non è cattiva in se stessa; così la povertà è un mezzo di santificazione, ma non deve mai essere provocata dai padroni che frodano la giusta paga agli operai. La austerità o la vita non confortevole, frugale e parsimoniosa può essere più sana (naturalmente e soprannaturalmente, intellettualmente, moralmente e spiritualmente) del lusso eccessivo. Non bisogna mai confondere il fine con i mezzi, l’uso con l’abuso. Il “ricco Epulone” si è dannato, mentre il “povero Lazzaro” si è salvato.

I numeri IV sino a XI del motu proprio trattano della questione operaia secondo l’Enciclica Rerum novarum, di cui ho già scritto in questo sito per cui salto direttamente al numero XII.

XII – La democrazia cristiana

San Pio X riprende l’Enciclica Graves de communi re, 18 gennaio 1901 e la riassume. Nel numero XII papa Sarto scrive: “La Democrazia Cristiana o Azione popolare Cristiana deve essere nel senso autorevolmente dichiarato da Leone XIII, il quale, lontanissimo da quello della Democrazia Sociale o Politica, ha per base i princìpi della fede e della morale cattolica in modo da non ledere in nessun modo il diritto della proprietà privata” (cit., pp. 63-64).

Ora Leone XIII aveva insegnato che la Democrazia Cristiana doveva essere solo un movimento di azione sociale cristiana per risolvere la questione operaia ovvero il conflitto tra il mondo del lavoro e quello del capitale secondo i princìpi della dottrina cattolica esposti nella Enciclica Rerum novarum, evitando gli errori opposti del liberalismo e specialmente del socialismo verso il quale la Democrazia Cristiana iniziava ad essere attratta. Il Papa, perciò, aveva vietato alla Democrazia Cristiana di prendere una forma di partito politico e di farsi coinvolgere da un’ottica di democraticismo moderno vicino al socialismo. Purtroppo già sotto Leone XIII alcuni elementi del cattolicesimo sociale stavano deviando verso la democrazia moderna e si allontanavano dalla dottrina sociale insegnata dal magistero della Chiesa. Quindi san Pio X riprende il divieto di Leone XIII.

Al n. XIII papa Sarto spiega che “la Democrazia Cristiana non deve mai immischiarsi con la politica, né dovrà mai servire a partiti politici” (cit., p. 64).

Al n. XIV ricorda il dovere che la Democrazia Cristiana ha di dipendere dall’Autorità ecclesiastica. È lo stesso problema che si porrà nel 1910 in Francia col movimento il Sillon di Marc Sangnier che sarà condannato dalla Lettera Notre charge apostolique del 25 agosto 1910 proprio perché rifiutava di essere sottomesso all’Autorità ecclesiastica con il pretesto di occuparsi di politica.

Gli errori condannati da Leone XIII nella Graves de communi re del 1902 e ripresi da san Pio X nel motu proprio del 1903 Fin dalla prima sono già stati affrontati nell’articolo su “Pio X, Leone XIII e Pio XI. Due pesi e due misure?” apparso in questo sito, e perciò non mi dilungo su di essi.

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d. Curzio Nitoglia

1/12/2014

http://doncurzionitoglia.net/2014/12/06/s-pio-x-fin-dalla-prima/

https://doncurzionitoglia.wordpress.com/?p=1344

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