Tag Archives: Dottrina

Il Fenomeno Bergoglio come Sintomo del Declino del Mondo Moderno

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Mario Palmaro e Alessandro Gnocchi (Questo Papa piace troppo, Milano, Piemme, 2014) paragonano il pontificato di Francesco I alla musica pop, la quale “non è altro che esercitare a vuoto l’intelligenza” (op. cit., p. 41), e citano Luciano Spaziante (Sociosemiotica del pop), il quale scrive:

«“la cultura pop si contraddistingue come una cultura del fare piuttosto che del sapere, dove per lasciare spazio alla spontaneità si preferisce non sapere, dove la pratica conta più che la teoria. […]. Il pop riesce e sfondare, in Italia come altrove, nonostante la barriera linguistica dell’inglese. Il motivo risiede probabilmente nel fatto che il significato della parola è l’ultima cosa che si coglie”.

Questa dismissione del significato della parola – continuano i due autori –

“spiega quel desiderio di identificarsi nella pop star di turno che domina attualmente nel mondo cattolico [Jorge Mario Bergoglio]. Il collante di questa grande ola è un vago sentimento, molto, troppo, anteriore a fede, dottrina e morale. Eppure la pratica del cattolicesimo ha sempre richiesto l’esercizio dell’intelletto e della volontà”» (op. cit., p. 42). Continue reading

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“La casta Susanna e i due vecchioni” (Daniele XIII, 1-64)

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«Abitava in Babilonia un uomo chiamato Ioakìm, il quale aveva sposato una donna chiamata Susanna, figlia di Chelkìa, di rara bellezza e timorata di Dio. I suoi genitori, che erano giusti, avevano educato la figlia secondo la legge di Mosè. Ioakìm era molto ricco e possedeva un giardino vicino a casa ed essendo stimato più di ogni altro i Giudei andavano da lui.

In quell’anno erano stati eletti giudici del popolo due anziani: erano di quelli di cui il Signore ha detto: “L’iniquità è uscita da Babilonia per opera di anziani e di giudici, che solo in apparenza sono guide del popolo”.

Commento

Nel Libro di Daniele (al capitolo XIII, dai versi 1- 64) si trova inserito in un capitolo il racconto di Susanna, che è quasi un libro nel Libro.
Questo racconto ha un significato spirituale molto profondo e attuale per gli uomini di tutti i tempi: chi vive secondo la retta Fede ed osserva la Legge di Dio è aiutato dalla Provvidenza divina, anche se può sembrare, inizialmente, che Dio lo abbia abbandonato. L’importante è confidare sempre in Dio e non perdere mai la Speranza in Lui… … …
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Il Piccolo Numero degli Eletti, la Mancanza di Fede alla Parusia e il Messaggio dell’Apocalisse

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In questo tempo di crisi religiosa, che attanaglia specialmente il cattolicesimo, molti interpretano la parabola di Luca (XVIII, 6 ss.) in modo strettamente letterale e la applicano alla maniera di esistere della Chiesa verso la fine del mondo (grande apostasia, anticristo e parusia). Ne deducono, quindi, che la Chiesa allora (e analogicamente nella crisi odierna) non sarà più visibile nella sua gerarchia (Papa e Vescovi); essa si ridurrà a pochissime anime pie, che manterranno la vera fede in maniera totalmente nascosta. Questa concezione, però, cozza contro la natura della Chiesa come è stata istituita da Cristo e si avvicina impressionantemente al concetto luterano di Chiesa, condannato dal magistero ecclesiastico, come società invisibile composta di soli santi.

Per capire il significato genuino della parabola di Luca (XVIII, 6 ss.) è bene esporre l’analogia che intercorre tra la dottrina del piccolo numero di coloro che si salveranno (Mt., VII, 13) e quella sul piccolo numero di coloro che manterranno la fede verso la fine del mondo. Continue reading

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“La Grande Eresia”, ovvero la caricatura del cattolicesimo – [presentazione libraria]

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(versione riassunta dell’introduzione che troverete integralmente all’interno del libro)

L’Editore EFFEDIEFFE (Proceno di Viterbo) ristampa la seconda edizione de ‘La grande eresia’ (Roma, Giovanni Volpe, 1970).

De Corte nel suddetto libro tratta del modernismo e lo qualifica come grande eresia. Penso di poter dire, senza esagerazioni, che si tratta di uno dei libri più interessanti che siano mai stati scritti sul modernismo. Ricordo che Marcel De Corte (1905-1994) è stato professore di filosofia all’Università di Liegi in Belgio, di cui è divenuto Rettore, ha scritto numerose opere di filosofia aristotelico/tomistica[1].

Modernismo e neo-modernismo

De Corte, sin dall’inizio, distingue il modernismo classico, condannato da S. Pio X dal neomodernismo, nuova teologia o “progressismo”[2], condannato da Pio XII (La grande eresia, Roma, Giovanni Volpe, 1970, p. 39). Il progressismo secondo De Corte accentua le caratteristiche del modernismo “eresia per eccellenza”, quindi può essere definito come l’eresia “radicale e totale” (ivi). Il progressismo o il neo-modernismo sta al modernismo classico come il nichilismo filosofico o la post-modernità sta all’idealismo filosofico o alla modernità.

Ora, la post-modernità filosofica non solo pretende che Dio sia il prodotto del bisogno del sentimento umano, ma addirittura vorrebbe “uccidere” Dio (Nietzsche, Freud e il Sessantotto). Mentre la post-modernità teologica col Vaticano II ha tentato (specialmente con la Costituzione Gaudium et spes) di conciliare l’inconciliabile, tramite una “svolta antropologica” che cerca di far coincidere teocentrismo e antropocentrismo e di assorbire Dio nell’Uomo, ma s. Agostino ci ricorda: “o Dio o l’Io, tertium non datur”. Quindi non si può spiegare la catastrofe teoretica e morale conciliare senza un certo influsso preternaturale e un complotto delle sette infernali capeggiate dal giudaismo post-biblico[3], come vedremo meglio oltre. Continue reading

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L’Ossessione di Bergoglio: “Incontro e Unità” e la Mano Tesa ai Tradizionalisti

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Un libro interessante su Bergoglio

Il libro intervista scritto da Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti, titolato ‘Jorge Bergoglio. Papa Francesco. Il nuovo Papa si racconta’ (Firenze, Editrice Salani, 2013), ci fa conoscere la personalità di Francesco I e ci aiuta a capire ciò che sta operando con il mondo “tradizionalista”, oramai in maniera quasi totalmente scoperta, a partire dal 1° settembre del 2015. Continue reading

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Giubilare o Piangere?

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“Quando l’onore di Dio e il bene del prossimo lo richiedono il singolo fedele non deve contentarsi di credere privatamente alla Verità rivelata con la sua Fede, ma deve confessarla esternamente” (S. Th., II-II, q. 3, a. 2, ad 1). … Continue reading

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Un Nuovo Commento alle XXIV Tesi del Tomismo [invito alla lettura] ~ Per aiutare i giovani a diventare veri uomini

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L’editore Effedieffe (Proceno di Viterbo) ha pubblicato nel settembre 2015 il Commento alle XXIV Tesi del Tomismo fatto da don Curzio Nitoglia per introdurre i giovani allo studio della vera filosofia di san Tommaso, che è l’unico reale antidoto al veleno delle false filosofie della modernità.

La Chiesa ha voluto che si raccogliessero in una specie di ‘Sillabo’ le Tesi genuine della filosofia tomistica. ‘Le XXIV Tesi del Tomismo’ composte dal gesuita padre Guido Mattiussi e approvate dal Magistero ecclesiastico (S. Pio X e Benedetto XV) contengono l’essenza della dottrina tomistica genuina per combattere la modernità e i suoi frutti avvelenati.

Il buon filosofo è colui che conosce la realtà, giudica rettamente ogni cosa alla luce dei princìpi per sé noti e della Causa prima e ordina tutto ad Essa e specialmente la sua vita. Continue reading

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Monsignor Antonio De Castro Mayer Accordo o Resistenza? ~ “Se Voi Tacerete lo Grideranno le Pietre” ~ L’Insegnamento dell’Insigne Teologo e Vescovo di Campos Mons. De Castro Mayer

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Il 29 settembre 1989 un quotidiano brasiliano intervistò monsignor Antonio de Castro Mayer e gli chiese: “Reputa possibile una riconciliazione con Roma?”.

Il Vescovo di Campos rispose: “Non c’è nessuna opposizione tra noi e la Roma degli Apostoli. Basterebbe che le autorità della Chiesa si riconcilino con la Tradizione infallibile di Roma, che condannino le deviazioni del Concilio Vaticano II e le follie del cosiddetto ‘spirito del Concilio’ e la riconciliazione sarà automatica, ipso facto. […]. Chiedere perdono significherebbe andare contro un preciso dovere di coscienza, sarebbe condannare tutto ciò che ho fatto per il bene della Chiesa e la salvezza delle anime, sarebbe abbandonare la causa per la quale ho lottato, la causa della Tradizione apostolica. […]. La scomunica che mi ha colpito nel 1988 anche se invalida mi rattrista perché mostra lo stato deplorevole in cui si trova l’elemento umano della Chiesa, l’intensità di avversione che i membri della gerarchia nutrono verso ciò che la Chiesa ha sempre fatto”.

“È necessario professare pubblicamente la Fede quando essa è in pericolo” (S. Tommaso d’Aquino)

Il 30 giugno del 1988 monsignor de Castro Mayer aveva spiegato cosa significava per lui il “dovere di coscienza” di cui sopra.

Egli disse: “San Tommaso d’Aquino insegna che quando la Fede è in pericolo è obbligatorio e urgente fare una professione pubblica di Fede anche a rischio della propria vita. Ora la situazione in cui ci troviamo è proprio questa: viviamo una crisi senza precedenti nella storia della Chiesa, crisi che riguarda ciò che vi è di essenziale in Lei, il santo Sacrificio della Messa e il Sacerdozio cattolico. […]. È doloroso constatare quanti vescovi non vogliono vedere la crisi attuale e lo stato di necessità in cui ci troviamo, mentre è necessario resistere al modernismo regnante per essere fedeli alla missione che Dio ci ha conferito, […] non farlo sarebbe un peccato mortale” (ibidem, p. 47 e 48).

La situazione odierna

Contrariamente all’insegnamento del grande Vescovo e fine teologo molti di coloro i quali tentano tuttora di resistere al neomodernismo, (che ha informato la teologia pastorale e la Messa del Concilio Vaticano II) cercano – paradossalmente proprio oggi, sotto il pontificato ultramodernista di Francesco I – di risolvere la questione alla luce del pragmatismo, della convenienza giuridica per il proprio Istituto, della liberalizzazione dell’esperienza religiosa del rito tradizionale e non in base alla oggettiva corrispondenza o discrepanza tra Vaticano II/Messa del Vaticano II e Tradizione apostolica/Messa di Tradizione apostolica (detta di S. Pio V), come ha fatto monsignor de Castro Mayer.

… … … Che Dio ci aiuti in quest’ora del potere delle tenebre … … … Continue reading

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La Dottrina Sociale del Vangelo Contro il Socialismo e il Liberismo: il Ricco Epulone e il Povero Lazzaro

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La Dottrina Sociale del Vangelo Contro il Socialismo e il Liberismo: il Ricco Epulone e il Povero Lazzaro (S. Luca XVI, 19-31) La “lettera” Nel Vangelo secondo Luca (XVI, 19-31) leggiamo la storia di due personaggi: «C’era un uomo ricco, … Continue reading

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Pio X, Leone XIII e Pio XI: due pesi e due misure?

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Introduzione

In alcuni ambienti si tende a presentare Leone XIII e Pio XI come Papi “liberali” o “modernizzanti” se non addirittura “modernisti”, in contrapposizione a san Pio X papa veramente antimodernista.

Ora son pienamente d’accordo sul totale antimodernismo di Pio X, ma non riesco a capire come si possa, esaminando il magistero dei tre Papi, arrivare alla conclusione del liberalismo/cattolico di papa Pecci e di papa Ratti.

Tale conclusione viene tratta dalla dottrina insegnata dai tra Pontefici riguardo alla morale sociale o dottrina politica, reputata cattolica integralmente in papa Sarto, mentre sarebbe inficiata di liberalismo negli altri due Papi citati sopra.

Specificatamente si ritiene, e giustamente, che tutta la dottrina magisteriale di Pio X sia perfettamente cattolica; mentre, molto ingiustamente, si ritiene che quella di Leone XIII difetterebbe quanto alla questione del cosiddetto Ralliément esposta nell’Enciclica Au milieu del 1892 e quella di Pio XI nella condanna dell’Action Française del 1926 e nel sostegno dato all’Azione Cattolica da papa Ratti durante tutto il suo Pontificato (1922-1939).

Se, tuttavia, si studiano i suddetti documenti magisteriali dei tre Pontefici romani, si riscontra una sostanziale identità di dottrina e una diversità accidentale di applicazione pratica dei medesimi principi filosofico/teologici alla questione sociale, data la differenza di circostanze cronologiche (1872-1939) e geografiche (Francia e Italia), avendo i tre Papi regnato in un arco di tempo che copre circa 70 anni. Continue reading

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La calunnia è un venticello assai sottile che rimbomba come un tuono di cannon

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«L’uomo fa il male totalmente, perfettamente e con felicità, solo quando lo fa per motivi “mistico-religiosi” o “messianici”» (B. PASCAL). La dottrina Tomistica SAN TOMMASO D’AQUINO nella Somma Teologica (II-II, qq. 72-75) tratta delle Ingiustizie che si compiono con le … Continue reading

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Sintesi sulla Validitá dei “Nuovi Sacramenti”

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SINTESI SULLA VALIDITÀ DEI “NUOVI SACRAMENTI” «I sacramenti sono istituiti per tutti e sono alla portata di tutti i fedeli. Quindi anche la valutazione dei loro elementi (materia/forma/intenzione oggettiva) deve essere fatta in base a un criterio accessibile a tutti … Continue reading

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I Monti di Pietá

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 ~ I Monti di Pietà come rimedio all’usura delle banche I Monti di Pietà nascono come enti pubblici dove, posta una somma di denaro come fondo o riserva, si concede una parte di questa stessa somma di denaro come mutuo … Continue reading

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LE RIORDINAZIONI: il problema e la sua attualità

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 Premessa Nel precedente articolo sulla validità dei Sacramenti quanto alla loro essenza (materia/ forma/ intenzione) abbiamo visto che alcuni confondono i Riti accidentali con la sostanza dei Sacramenti e perciò reputano invalidi tutti i Sacramenti, che nel corso della storia … Continue reading

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La Filosofia Araba, il Sensismo Britannico, la Metafisica Tomistica e il Teoconservatorismo

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La Filosofia Araba, il Sensismo Britannico, la Metafisica Tomistica e il Teoconservatorismo ~ “Non è vero ed è storicamente falso asserire che il mondo arabo è rozzo e arretrato di per sé, che l’islam è soltanto fondamentalismo, mentre l’illuminismo inglese … Continue reading

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